Dispositivi protettivi in cemento, acciaio e legno
Assieme al suo team è responsabile del controllo e della manutenzione dei dispositivi di protezione direttamente accessibili sul lato nord della linea di valico. Qui se ne contano complessivamente 700, contro i circa mille sul lato sud. Essi comprendono reti e terrapieni di protezione contro la caduta di massi, barriere proteggi-rotaie o paravalanghe in acciaio o legno. Questi ultimi sono stati realizzati con il legno dei castagni del Ticino, particolarmente resistente agli agenti atmosferici. Presso le uscite delle gallerie sono installate anche gallerie di protezione contro la caduta dei massi dotate di tettoie. I due specialisti nel consolidamento delle rocce, facenti parte di una squadra di sette persone diretta dall’addetto al servizio forestale Hans Bettschen, sottopongono i dispositivi di protezione a un controllo visivo ogni anno o al più tardi ogni quattro anni. In altre parole verificano che le fondamenta siano intatte, riparano i danni o rimuovono la vegetazione cresciuta eccessivamente. Ma anche i migliori dispositivi di protezione non resistono alle frane voluminose. Per ridurre questo ulteriore rischio, lungo la linea di valico del Lötschberg è stato installato un sistema intelligente di riconoscimento precoce che, per mezzo di diversi metodi di misurazione, controlla costantemente le formazioni rocciose su cui negli ultimi anni sono stati registrati dei movimenti (vedi testo secondario).
Proteggere l’intera rete
La BLS, dunque, prende molto sul serio i pericoli naturali sulla linea di valico del Lötschberg e sull’intera sua rete. Recentemente l’azienda ferroviaria ha effettuato un’analisi estesa dei rischi dovuti ai pericoli naturali per i 440 chilometri della sua rete ferroviaria, studiando in primo luogo le minacce immediate per le persone e i treni. È stato analizzato anche il cosiddetto rischio di disponibilità, stimando il pericolo di interruzione di una tratta e il numero di passeggeri coinvolti. Dall’analisi è risultato che «è necessario intervenire su 30 chilometri complessivi, ossia sul 7% della rete» dichiara Nicole Viguier della BLS. Un terzo dei pericoli è causato dall’acqua, dagli smottamenti e dalle tempeste.
Sebbene non vi sia alcuna minaccia immediata per le persone e per i treni, sono stati attuati progressivamente provvedimenti specifici, ad esempio l’installazione di nuovi dispositivi protettivi e l’adozione di misure di monitoraggio e organizzative. Queste ultime prevedono ad esempio la collaborazione con i vigili del fuoco locali nell’ambito della pianificazione degli interventi di emergenza.