Katharina Gallizzi, 42 anni, inquilina, madre e consigliera comunale:
ecco cosa apprezza di più della zona residenziale senza auto.
«Ce ne andremo di qui solo quando sarà ora di trasferirci in una casa per anziani»
Katharina Gallizzi è un’inquilina della prima ora: lei e suo marito si sono trasferiti in un appartamento del Burgunder ben otto anni fa e hanno rinunciato al loro veicolo di proprietà. Oggi hanno due bambini. La consigliera comunale dell’Alleanza verde racconta perché, pur avendo dei figli, non sente più il bisogno di avere un’auto.
Signora Gallizzi, non è faticoso avere dei bambini piccoli e vivere senza auto?
No, assolutamente no. Non mi viene in mente neanche una situazione in cui ne avrei avuto urgentemente bisogno – nemmeno quando uno dei bambini è dovuto andare al pronto soccorso. Ce lo abbiamo portato con il rimorchio per la bici e probabilmente siamo arrivati in ospedale più velocemente che con l’auto.
Con quali mezzi di trasporto si muove?
Con tutti, tranne che con i veicoli a motore di proprietà – quindi a piedi, in bici e con il trasporto pubblico. Tre volte alla settimana faccio la spola tra casa e Neuchâtel: sono collaboratrice scientifica dell’Ufficio federale di statistica. In treno possono lavorare, cosa che non potrei fare in auto. Ad esempio, mi preparo regolarmente alle sedute del consiglio comunale. Tra parentesi, ho un abbonamento di Mobilcity ma finora l’ho utilizzato solo una volta. Mi sta a cuore l’idea della cooperativa e ci tengo a poterla sostenere.
Quali altri vantaggi offre il trasporto pubblico?
Ovviamente quello più importante: il pensiero ecologico. E poi la grande praticità per la famiglia. Quando ci spostiamo sfruttiamo il tempo per giocare, disegnare e raccontare storie. Il trasporto pubblico può rendere più briose l’interazione e la vita di famiglia.
Quali altri aspetti apprezza della vita in un centro residenziale senza auto?
Nel Burgunder abbiamo tanti vicini che la pensano come noi e che apprezzano la sostenibilità. Inoltre, gli abitanti sono interessati a uno scambio più intenso, che curiamo, tra l’altro, nei nostri gruppi di lavoro. Io, ad esempio, mi occupo della sala di ricreazione, che utilizziamo periodicamente per i nostri incontri, le cene di gruppo e la festa annuale del centro residenziale. Per me, la coesione tra gli abitanti è uno degli aspetti più belli del Burgunder. Mio marito e io l’abbiamo già detto, seppur in tono semiserio: ce ne andremo di qui solo quando sarà ora di trasferirci in una casa per anziani.