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Galleria in dirittura d’arrivo

La nuova galleria Rosshäusern promette ai passeggeri treni più puntuali sulla tratta Berna–Neuchâtel. Prima dell’inizio del servizio atteso per l’autunno, c’è ancora un po’ da fare a livello di allestimento interno.

Ci vorrà ancora qualche mese per vedere i primi treni sfrecciare sulla tratta a doppio binario e attraversare la galleria Rosshäusern dopo il fine settimana della messa in servizio il 2 e 3 settembre 2018. Fino ad allora, nel cantiere si lavora ancora a pieno ritmo. Basti pensare che per ogni metro di binario occorrono complessivamente sei tonnellate di ghiaia, 250 kg di rotaie e 400 kg di traversine che, considerando anche gli impianti cablati e di sicurezza, fanno in totale 15 000 tonnellate di materiale o 300 vagoni a pieno carico. Cifre impressionanti.

Investimento in sicurezza

Impressionante è anche il progetto: la tratta ferroviaria lunga 43 chilometri tra Berna e Neuchâtel è per oltre due terzi a un solo binario. Un punto nevralgico è rappresentato dal tratto di 3,7 km tra la stazione di Rosshäusern e il viadotto sulla Sarina con la galleria di Rosshäusern che ha ormai 117 anni. Questo segmento della tratta, richiedente molta manutenzione, viene ora ampliato a doppio binario in base alle tecnologie più moderne. L’intervento principale riguarda la nuova galleria lunga 2,1 chilometri e conforme agli odierni standard di sicurezza. Dato il suo andamento rettilineo, la sua inclinazione longitudinale sale al 2,0 %. Dal completamento della costruzione grezza a metà dell’anno scorso, si installano nella galleria i vari impianti tecnici ferroviari tra cui, oltre a binario con ghiaia, rotaie e traversine, anche la linea di contatto con tutti gli impianti cablati e di sicurezza. Complessivamente occorrono 15 000 tonnellate di materiale, ovvero il carico di 300 vagoni che, disposti uno dietro l’altro, raggiungerebbero una lunghezza di quasi quattro chilometri.

«Rotaie come spaghetti»

Le rotaie d’acciaio sono state trasportate fino alla galleria Rosshäusern tramite ferrovia. Poi, con l’ausilio di macchine da costruzione, sono state trasferite all’interno della galleria e qui stoccate. I singoli elementi sono lunghi 120 metri; a causa del loro stretto profilo, le rotaie sono «mobili come spaghetti» sull’asse trasversale, osserva Sascha Masanti, capocantiere presso la partnership Rhomberg-Sersa responsabile dell’installazione degli impianti tecnici ferroviari. Questa flessibilità consente di gestire senza problemi le rotaie in curva sia durante il trasporto in treno sia al momento dell’installazione. Le traversine e le rotaie sono state posizionate poi su un primo strato di ghiaia, noto come premassicciata. Il materiale necessario proviene dalla cava di Balmholz sul lago di Thun (ved. «gazette» estate 2017). In seguito, la rincalzatrice ha posato altra ghiaia nella massicciata e al contempo sono state lentamente sistemate nella loro posizione finale le rotaie e le traversine, che sono state poi stabilizzate nella ghiaia. Infine i singoli tratti di rotaia sono stati uniti tra loro tramite saldatura.

Niente più «tatan-tatan»

Prima era diverso: tra una rotaia e l’altra c’era uno stacco per consentire all’acciaio di dilatarsi quando salivano le temperature. Quando il treno passava di lì si sentiva quel «tatan-tatan» che molti ricorderanno ancora bene. Ma cosa succede ora quando la temperatura sale e l’acciaio saldato si dilata? Adesso le rotaie vengono «neutralizzate» prima di essere saldate, in altre parole vengono riscaldate. Per la galleria di Rosshäusern la temperatura di neutralizzazione è di 25 gradi Celsius. Per evitare deformazioni alle alte temperature, la rotaia è fissata alla traversina. Per evitare che la traversina si pieghi sotto la pressione, è saldamente posata nel profilo di ghiaia e trasmette così le forze orizzontali alla massicciata e alla struttura sottostante.

I costi totali dell’ampliamento a doppio binario ammontano a circa 265 milioni di franchi, di cui quasi 28 milioni servono per le attrezzature di tecnica ferroviaria. La cosa più difficile di quest’opera sono i processi logistici, perché la galleria ha solo due accessi, afferma il capocantiere Masanti. «Ogni fase del lavoro e i relativi trasporti devono essere accuratamente pianificati se vogliamo procedere speditamente».

Testo: Peter Bader e BLS
Immagini: Anita Vozza, Peter Studer, Markus Sägesser

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